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Cenni sull'economia del Lazio subito dopo la fine dello Stato Pontificio
Nel Lazio, a seguito della fine dello Stato Pontificio e del protezionismo doganale (1870), il mercato non riuscì a reggere la concorrenza. Molti coloni e i piccoli proprietari furono costretti, per integrare gli scarsi introiti, ad emigrare stagionalmente o annualmente, laddove vi era richiesta. Le emigrazioni divennero sempre più massice verso il Nord Europa e gli Stati Uniti.
Le rimesse degli emigranti salvarono l’Italia dal tracollo generale e favorirono la nascita e lo sviluppo delle Casse. Intanto nel Lazio ampi latifondi e minuscole proprietà, vaste aree incolte e malariche, generavano un’economia perennemente in crisi.
Il latifondo restò a lungo l’elemento predominante del panorama terriero della regione, soprattutto in quel territorio oggi compreso nella provincia di Roma, mentre la malaria regnava in quella di Latina.
Le piaghe del Lazio sono tre, scrive Agostino Bertani:
1) il latifondo;
2) un’iniqua tassazione;
3) l’usura
Le Casse, nulla potendo contro il latifondo e le tasse, nacquero per combattere l’usura.
Nel 1894 si ebbero le istituzioni delle Casse di Segni e Frascati, nel 1895 la costituzione di quelle di Tivoli, San Felice Circeo, Monterotondo, Affile, Alatri e Villa Santo Stefano. Un anno dopo aprirono i battenti quelle di Genazzano, Castel Gandolfo, Grottaferrata, Giuliano di Roma, nel 1899 naque quella di Nettuno, mentre nel 1901 venne rifondata la Cassa di Anagni ed aperta ai contadini e agli artigiani.
Cattoliche e popolari, le Casse, nel periodo dell’era fascista, per ovvie ragioni politiche, vengono falcidiate; ne scompaiono circa tremila. La loro ripresa matura a partire del 1950 e, nel 1954 nasce la Cassa Rurale e Artigianale di Fiuggi con il preciso intento di andare incontro alle necessità creditizie di tutta la popolazione.
Questo il comitato promotore che fonda la Cassa:
Giovanni D’Amico, Paolo Pietrobono, Raffaele Conti, Dante De Carolis e Anselmo Terrinoni, assistiti dal Prof. Angelo Menicucci.
Le rimesse degli emigranti salvarono l’Italia dal tracollo generale e favorirono la nascita e lo sviluppo delle Casse. Intanto nel Lazio ampi latifondi e minuscole proprietà, vaste aree incolte e malariche, generavano un’economia perennemente in crisi.
Il latifondo restò a lungo l’elemento predominante del panorama terriero della regione, soprattutto in quel territorio oggi compreso nella provincia di Roma, mentre la malaria regnava in quella di Latina.
Le piaghe del Lazio sono tre, scrive Agostino Bertani:
1) il latifondo;
2) un’iniqua tassazione;
3) l’usura
Le Casse, nulla potendo contro il latifondo e le tasse, nacquero per combattere l’usura.
Nel 1894 si ebbero le istituzioni delle Casse di Segni e Frascati, nel 1895 la costituzione di quelle di Tivoli, San Felice Circeo, Monterotondo, Affile, Alatri e Villa Santo Stefano. Un anno dopo aprirono i battenti quelle di Genazzano, Castel Gandolfo, Grottaferrata, Giuliano di Roma, nel 1899 naque quella di Nettuno, mentre nel 1901 venne rifondata la Cassa di Anagni ed aperta ai contadini e agli artigiani.
Cattoliche e popolari, le Casse, nel periodo dell’era fascista, per ovvie ragioni politiche, vengono falcidiate; ne scompaiono circa tremila. La loro ripresa matura a partire del 1950 e, nel 1954 nasce la Cassa Rurale e Artigianale di Fiuggi con il preciso intento di andare incontro alle necessità creditizie di tutta la popolazione.
Questo il comitato promotore che fonda la Cassa:
Giovanni D’Amico, Paolo Pietrobono, Raffaele Conti, Dante De Carolis e Anselmo Terrinoni, assistiti dal Prof. Angelo Menicucci.
L’Atto Costitutivo della Cassa Rurale e Artigiana di Fiuggi e l'inaugurazione della sede.
Il trentuno di ottobre del 1954 sessantasette soci fondatori si riuniscono in Fiuggi Città per stilare e sottoscrivere l’atto costitutivo della Cassa Rurale ed Artigianale di Fiuggi, luogo del raduno l’Hotel Excelsior, al n. 2 di Piazza Trento e Trieste.La compagine sociale risulta composta da: 15 agricoltori, 13 manovali, 5 impiegati, 5 operai, 2 possidenti, 3 albergatori, 1 pittore decoratore, 2 meccanici, 1 mugnaio, 1 custode d’albergo, un autista, 2 avvocati, 2 falegnami, 3 elettricisti, 1 muratore, 1 stuccatore, 1 giornalista, 2 giardinieri, 1 pastore, 1 commerciante, 1 fabbro, 2 orologiai, 1 boscaiolo.
Come detto, in totale i presenti erano sessantasette, un numero rilevante e raggiunto faticosamente. Nei giorni precedenti l’atto costitutivo si verificarono venti defezioni supplite con ventotto nuove sottoscrizioni.
Il comitato promotore aveva condotto a termine una operazione ritenuta irrealizzabile.
Il 31 ottobre 1954 dunque, innanzi al Dott. Edmondo Rossi, notaio in Alatri ed assistito da Biani Agostino fu Cesare, geometra, e Dottor Ruggero Rossi fu Sisto, Stefano, praticante notaio, sono presenti:Della Casa Adelmo, Conti Raffaele, Della Morte Aniello, Ferriello Raffaelle, Paris Gino, Giunta Vincenzo, Bertucci Nazareno, Pollieri Ciro, Giorgilli Anacleto, Ambrosi Alfredo, Basilico Angelo, Terrinoni Anselmo, Battisti Andrea, Ciancarilli Francesco, Merletti Orlando, Giorgilli Giovanni, Ludovici Gaspare, Ambrosi Giuseppe, Ponzi Gaspare, Terrinoni Arialdo, Ambrosi Olindo, Severa Antonio, Perosi Guglielmo, Magliocchetti Pietro, Terrinoni Benedetto, Ambrosetti Renzo, Maggi Antonio, Pietrogiacomi Aurelio, Moro Biagio, Agnoli Pietro, Fiorini Pio, Agnoli Giuseppe, Alessandri Enrico, Tucciarelli Pompeo, Pietrogiacomi Silvestro, Terrinoni Achille, Tesori Vincenzo, Girolami Giuseppe, Martini Luigi, Tofani Luigi, Pannoni Giorgio, Onorati Nazareno, Pietrobono Paolo, Bonanni Giovanni, Pannoni Pietro, De Prosperis Giovanni, Terrinoni Severino, Di Tommaso Giannantonio, Terrinoni Severino, Severa Giuseppe Fu Alfonso, Terrinoni Natalino, D’Amico Giovanni, Ambrosetti Gaetano, Paris Armando, De Carolis Dante, Girolami Mario, Pannoni Umberto, Martini Mario, Simeoni Aldo, Sperati Augusti, Sperati Antonio, Incocciati Francesco, Ludovici Gaetano, Macciocchi Antonio, Paris Quirino, Incocciati Leone, Corsi Augusto.
Tutti i componenti, sono nati e residenti a Fiuggi, ad eccezione di Adelmo Dalla Casa, nato a Londra e residente a Roma; Conti Raffaele nato a Maggiora; Della Morte Aniello e Ferriello Raffaello nati a S.Felice a Cancello; Paris Gino nato a Ferentino; Antonio ed Augusto Sperati nati a Serrone; Giunta Vincenzo nato a Calascibetta; Bertucci Nazzareno nato ad Acuto; Ponzi Gaspare nato a Torre Cajetani.La durata della Società viene fissata al trentuno dicembre 1999, con facoltà di sciogliersi anche prima di detto termine, nonché di prorogarsi una o più volte.
Il patrimonio sociale è costituito da un numero illimitato di azioni nominative da lire 1000 ciascuna, in caso di debiti aziendali al pagamento di una somma pari a dieci volte il valore nominale delle azioni circoscritte.
Ogni socio ha diritto ad un voto, indipendentemente dalle azioni sottoscritte.
Il capitale sociale è quindi formato da 319 azioni da 1000 per un totale di L. 319.000 che vengono versate nelle mani del tesoriere Giovanni D’Amico eletto unanimemente dell’Assemblea.
Per il collegio sindacale risultano eletti: Terrinoni Anselmo, Bertucci Nazzareno e Simoni Aldo.
Nell’estate del 1955 La cassa inizia ad operare.
Il primo ottobre dello stesso anno la sede dell’Istituto viene inaugurata dall’On. Giulio Andreotti Ministro delle Finanze. E’ accompagnato dagli Onorevoli Restagno e Fanelle e ricevuto dal Vescovo diocesano Mons. Compagnoni, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio dei Sindacati della Cassa al completo, dal Sindaco di Fiuggi Col. Giorgilli, da Sindaci della zona, da autorità militari e dai Presidenti e dai Direttori delle Casse Rurali e Artigianali del Lazio.L’On. Andreotti guidato dal Presidente Della Cassa si porta dei locali del neonato Istituto (adiacente al Grand Hotel) per inaugurarli.
Nell’interno l’Arciprete Don Alessandri procede alla benedizione dei locali, quindi autorità, soci e concittadini si trasferiscono nel salone comunale ove si registrano gli interventi del Presidente della Cassa, del Sindaco di Fiuggi Colonnello Giacinto Giorgilli, del Consigliere della CRA Dante De Carolis e del Ministro Giulio Andreotti.
Le cronache autunnali del 1955 narrano che "la Cassa è nata senza pretese ma con il preciso intento di andare incontro alle necessità creditizie della popolazione".
I primi passi della provvidenziale istituzione hanno dato ragione ai promotori perchè in breve tempo il numero dei soci è raddoppiato i depositi in continuo aumento e le operazioni, a favore dei cittadini, dei pastori, dei piccoli commercianti, sono la pratica dimostrazione della Banca che può e deve percorrere lo stesso cammino delle consorelle regionali e nazionali.Ma di li a qualche anno i toni trionfalistici scemano, l’Istituto locale subisce una flessione.
Nel 1960, anche a seguito del mancato rinnovo contrattuale delle Terme, Adelmo Della Cassa si dimette da Presidente.
Poco prima, da quel galantuomo che era, azzerò, di tasca sua, tutte le sofferenze e tutti i dubbi esistenti, consentendo così alla Cassa di poter finalmente decollare.
E da allora, fino alla data in cui viene ultimata la stesura del presente saggio, è stato un crescendo di successi sia dalla tecnologia ai servizi.
Ora non è più la “Banca Rurale e Artigianale di Fiuggi”, ma ha cambiato il suo nome, adesso si chiama “Banca Credito Cooperativo di Fiuggi” e ha ampliato le nostre filiali:Sede principale a Fiuggi in Piazza Trento e Trieste e la Banca succursale e Piazza Salus sempre a Fiuggi.
I distaccamenti sono: Trivigliano, Piglio, Alatri.
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